Epic Fail o Epic Win?

I Giochi Senza Frontiere della decisione

Come funziona il processo decisionale? Il percorso da affrontare quando si deve intraprendere una decisione, soprattutto quando  importante, è pieno di insidie.

Il nostro cervello ci tende dei tranelli pari a quelli che le squadre dovevano affrontare in Giochi Senza Frontiere.
Ve li ricordate, vero?

Il traguardo da raggiungere in questo caso è la decisione stessa.
Gli ostacoli da saltare, schivare o scalare sono i limiti cognitivi.

 

Gli ostacoli sono stati evidenziati da Kahaneman e Tversky nelle scorciatoie di pensiero (euristiche) e negli errori (bias) che prendono forma quando dobbiamo prendere delle decisioni.
L’ipotesi sostenuta da questi autori è che nel momento in cui dobbiamo valutare qualcosa facciamo affidamento su di un numero limitato di principi euristici.

Non ci resta che dar inizio alla gara, che la sfida abbia inizio!
Trois… deux… un… FIIIIIIIIIIIT!

 

Prova n 1

Paolo ha 45 anni, è sposato e ha 4 figli, piuttosto tradizionalista, taciturno, accurato, non ama parlare in pubblico.
Fa parte di un gruppo di 100 persone delle quali 30 sono ingegneri e 100 avvocati

Paolo è un ingegnere o un avvocato?

 

La risposta  generalmente fornita al quesito si lega all’euristica della rappresentatività, la stima della probabilità dell’appartenenza ad una classe in base al grado di somiglianza con lo stereotipo.

 

Prova n 2

Scegliete delle parole  di un vocabolario d’inglese.

Tra le parole con almeno tre lettere, è più probabile che sia selezionata una parola che inizia con la lettera “R” (road) o una parola che ha la lettera “R” in terza posizione (car)?

 

In questo caso la risposta è influenzata dall’euristica della disponibilità, secondo cui  giudichiamo le probabilità di un evento in base alla facilità con cui riusciamo a ricordare i casi in cui si verifica l’evento.

 

Prova n 3

Ci sono 4 carte

                                     A     B    1   2  

L’ipotesi che se una carta ha una vocale su un lato allora ha un numero pari sull’altro.

Quali carte è necessario girare per verificare?
In questo caso la risposta corretta è ostacolata dall’ euristica di ancoraggio e dal confimation bias.

Utilizziamo un punto di partenza come àncora, per l’appunto, considerandola come fonte d’informazione esatta e cerchiamo ipotesi che la verifichi anziché falsificarla.

 

Il gioco si fa duro

Ora le cose si complicano un po’ di più, entra in gioco l’avversario più temibile, il Portogallo della presa di decisione: il senso d’urgenza.
Apportiamo una piccola modifica all’ultima prova. Immaginatevi all’interno della situazione pericolosa.
Al posto di lettere e numeri trovate:

  • la campana suona
  • la campana non suona
  • c’è un incendio
  • non c’è un incendio

 

L’ipotesi da verificare è che se la campana suona allora c’è un incendio.In questa situazione l’influenza del confirmation bias avrà un peso maggiore anche se in realtà il processo di falsificazione dell’ipotesi è il medesimo.
Nella presa di decisioni le emozioni hanno un ruolo fondamentale in quanto in base allo stato di stress percepito possiamo adottare dei comportamenti differenti tra loro.

Un ultimo tassello importante è considerare l’influenza dell’esperienza passata e del bisogno di riconoscimento sociale. La prima si plasma a guida del nostro comportamento con l’obiettivo di non farci ricadere in errori già compiuti; il secondo è uno dei bisogni fondamentali degli esseri umani.

In conclusione, per arrivare vittoriosi al nostro trofeo è importante comprendere quando questi fattori si attivano.
Questo ci garantirà l’efficacia al 100% della nostra decisione?
No…ma anche questo fa parte del gioco!

 

 

Soluzioni
  1. È più probabile che Paolo sia un avvocato.Il rapporto nel gruppo è di 1 ingegnere ogni 7 avvocati.
  2. È più probabile la seconda opzione, queste sono le parole più numerose
  3. Girare la A e la 1
Per approfondire

Kahneman, Tversky “Judgment under uncertainty: Heuristic and Biases”
Kahaneman, “Pensieri lenti e veloci”