Uscire dalla depressione

Che cos’è la depressione?

La depressione è una delle sofferenze psicologiche più comuni, infatti, è stata definita come “il male del secolo”. Molto spesso ne sentiamo parlare, anche nel nostro linguaggio quotidiano, ma si rendono necessarie delle specifiche.

Cerchiamo quindi di fare luce sulla questione, per non confondere un calo dell’umore passeggero con una depressione clinica.

La depressione è un disturbo dell’umore e rientra tra i disturbi depressivi ossia un raggruppamento di disturbi in cui si manifesta un’alterazione significativa del tono dell’umore accompagnata da altri sintomi di natura sia somatica che psicologica.

Da qui nel corso del testo con il termine depressione faremo riferimento al Disturbo Depressivo Maggiore.


Chi soffre di depressione? 
Come si riconosce una persona depressa?
Da cosa deriva la depressione? 
– Le cause: i fattori scatenanti
– Le conseguenze: i sintomi della depressione
Non solo depressione maggiore
Quali sono le conseguenze di un disturbo dell’umore non trattato?
Come curare la depressione
– Prevenire è meglio che curare
– La terapia che cura
Cosa fare quando si è depressi?
Il mio appello


Chi soffre di depressione?

La depressione affligge più 2,5 milioni di persone soltanto in Italia senza distinzione di sesso, età o stato sociale. [Quotidiano Sanità 2018]
È stata definita dalla Organizzazione Mondiale della Salute come la causa maggiore di disabilità a livello globale: si parla del 7,5% della popolazione generale nel 2015 [WHO 2017]

Questo disturbo può colpire chiunque, anche se statisticamente si è notato essere più frequente nelle donne tra i 25 e i 44 anni e negli anziani [Quotidiano Sanità 2018]

Come si riconosce una persona depressa?

Una persona depressa tende a presentare sé stessa in modo negativo, credendosi inadeguata e difettosa.

Anche le interpretazioni che fornisce del mondo esterno sono immagini negative: le proprie interazioni con l’ambiente vengono considerate come sconfitte, privazioni e/o denigrazioni. Non riesce ad affrontare i problemi quotidiani, considerandoli come insormontabili.

Chi soffre di depressione vive un senso di angoscia persistente. Perde interesse anche per le attività che dovrebbero dare piacere. Prova difficoltà nello svolgere semplici azioni quotidiane per periodi lunghi più di due settimane, con serie conseguenze sulle relazioni interpersonali.

La sua visione del futuro è piena di difficoltà. Non considera la vita futura come un proseguimento di quella presente, quindi non si attiva nel viverla appieno perché è convinta di incorrere in un fallimento.

Da cosa deriva la depressione?

È improprio credere che la depressione dipenda da una sola causa.

Possiamo riassumere che chi soffre di questa malattia è vittima di fattori genetici, biologici, psicosociali ed eventi esterni che hanno attivato una reazione di sintomi emotivi, cognitivi, comportamentali e fisiologici.

Le cause: i fattori scatenanti

Come appena descritto, i fattori scatenanti possono essere suddivisi in tre macro-aree:

1. Fattori genetici

Gli studi dimostrano che chi ha familiari di primo grado con una storia clinica di depressione, ha una probabilità maggiore (tra il 5% il 25%) di vivere un episodio depressivo.

Attenzione: questo significa che si è più vulnerabili, non che sia inevitabile. Il fattore genetico non spiega per intero il verificarsi del disturbo, è solo una parte dell’insieme.

2. Fattori biologici

A livello biologico possiamo notare che si presentano dei cambiamenti nella regolazione dei sistemi monoaminergici.

Nella depressione si verifica una diminuzione dell’attività di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nelle funzioni relative all’umore, all’affettività, alle capacità cognitive, alla regolazione del sonno, dell’appetito e della motivazione.

Sono da considerarsi di rilievo anche le modificazione a livello ormonale che si verificano prima di un episodio depressivo.

Anche in questo caso si sottolinea, in accordo con le teorie biopsicosociali, che il fattore biologico sia una tessera del puzzle.

3. Fattori psicologici e ambientali

Esistono esperienze, in particolar modo quelle infantili, che ci espongono maggiormente alla probabilità futura di sviluppare un disturbo depressivo.

Alcune esperienze incidono talmente tanto sulla propria condizione psicologica da essere indicate come una frattura, un’interruzione: c’è un prima e un dopo evento.

Alcuni esempi di fattori scatenanti possono essere:

❌ Malattie fisiche più o meno gravi

❌ Problemi familiari

❌ Gravi conflitti relazionali con parenti e/o amici

❌ Fase di cambiamento o transizione (casa, lavoro, etc)

❌ Licenziamento o fallimento lavorativo/economico

❌ Bocciatura a scuola

❌ Essere vittime di un reato o abuso da parte di terze persone

❌ Lutto

❌ Separazione, divorzio o rottura di un fidanzamento

❌ Problemi con la giustizia

D’altro canto può anche accadere di sperimentare i sintomi della depressione senza un evento scatenante in particolare. Questo caso avviene quando l’episodio depressivo che si sta vivendo non è il primo; negli episodi successivi il fattore scatenante può essere meno evidente.

Le conseguenze: i sintomi della depressione

I disturbi depressivi si manifestano tramite pensieri automatici negativi.
I temi principali di tali pensieri sono: il fallimento, l’autocritica, l’insuccesso, l’incapacità, l’indegnità, la non amabilità.

I sintomi sono di natura emotiva, cognitiva, comportamentale e fisiologica vissuti durante e per almeno un periodo di due settimane.

1. Sintomi emotivi

Chi soffre di disturbo depressivo maggiore vive periodi con un basso tono dell’umore. In generale prova disperazione, disforia e senso di impotenza.

2. Sintomi cognitivi

I sintomi di natura cognitiva sono la demotivazione, pensieri automatici negativi, costruzione e prospettive cognitive negative, distorsioni cognitive e difficoltà di concentrazione e di memoria.

3. Sintomi comportamentali

Chi soffre di depressione tende ad isolarsi. Vivono la propria vita con passività e rallentamento o agitazione motoria.

4. Sintomi fisiologici

La depressione si manifesta anche in disturbi fisiologici quali disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, disturbi della sessualità, affaticamento e astenia.

Non solo Depressione Maggiore

I disturbi dell’umore possono manifestarsi, con le specifiche differenze legate al quadro sintomatologico specifico,  in forme diverse tra loro:

  • Disturbo Depressivo Persistente: flessione dell’umore presente quasi ogni giorno per almeno 2 anni.
  • Disturbo da Disregolazione dell’Umore Dirompente: sono presenti gravi e ricorrenti scoppi di collera
  • Disturbo Disforico Premestruale: durante la settimana precedente alle mestruazioni sono presenti sintomi affettivi e comportamentali – almeno 5 – simili al disturbo depressivo maggiore.

Ho sentito molto spesso l’espressione “ esaurimento nervoso”. Cosa vuol dire?

Con questo termine ci riferiamo ad un insieme di sintomi afferenti sia ad un disturbo dell’umore sia ai disturbi d’ansia. Possiamo vivere un “esaurimento nervoso” in seguito ad un periodo di stress intenso, quando non riusciamo a rispondere in  modo adattivo agli stimoli stressogeni presenti nel nostro ambiente.
Sperimenteremo così sia aspetti legati all’umore, come ad es:

  • Demotivazione
  • Mancanza di energie
  • Perdita di interesse

ma anche aspetti maggiormente legati alle nostre quote ansiose, come:

  • Tachicardia
  • Difficoltà gastrointestinali
  • Tensione muscolare
  • Agitazione e irrequietezza

Quali sono le conseguenze di un disturbo dell’umore non trattato?

Le conseguenze dei disturbi dell’umore in termini di qualità della vita sono enormi.

  • perdere il lavoro
  • non prendere parte alla propria vita sociale
  • incrementare i conflitti a livello familiare o sentimentale

Nei casi più gravi si arriva a tentativi di suicidio.
depressione

Come curare la depressione?

Prevenire è meglio che curare

Non esiste un metodo certo per prevenire al 100% la depressione. Questo però non significa che non ci sia uno spazio di manovra.

Si rivela favorevole prendere alcuni provvedimenti per aiutare a controllare lo stress e ad aumentare la propria capacità di autostima e amore di sé.

Aiutarsi con la terapia cognitivo-comportamentale, è un metodo efficace non soltanto per lavorare su “qui ed ora” dell’episodio depressivo ma anche per lavorare sulla propria vulnerabilità e ridurre la possibilità di ricaduta dato che la depressione spesso è un disturbo ricorrente e cronico.

Molto importante è richiedere aiuto il prima possibile, non appena affiorano i primi sintomi, per evitare peggioramenti.

La terapia che cura

Combattere la depressione  può essere molto difficile perché il punto focale della malattia, ossia il pensiero negativo, rende complicato adottare comportamenti propositivi e intraprendere attività che possano aiutare a sentirsi meglio.

Fortunatamente però la depressione può essere prevenuta e curata.

Il primo passo verso il benessere è prendere coscienza riguardo al disturbo. Il secondo passo è quello di chiedere aiuto ad uno psicologo o psicoterapeuta professionista.

Cosa fare quando si è depressi?

Rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta specializzato è fondamentale: un professionista ha le conoscenze e le capacità per farti stare meglio e la lucidità e il sufficiente distacco per avere un quadro della tua situazione chiaro e oggettivo.

Seguire le indicazioni fornite da chi vi sta dando supporto psicologico per evitare gravi ricadute.

Seguire uno stile di vita sano a partire dall’alimentazione e dall’attività fisica contribuisce sensibilmente migliorare l’umore, ridurre l’ansia e favorire il rilascio delle endorfine (sostanze naturali rilasciate dal corpo che provocano uno stadi di benessere).

Evitare di isolarsi, anche se spesso chi è vittima di depressione prova difficoltà a stare in compagnia.

✅ Ricorrere a farmaci o antidepressivi, SOLO se somministrati dallo specialista.
Ricorda: il cervello umano è meravigliosamente complesso. Cerca uno specialista che abbia la formazione adeguata per prendersi cura di te.

Il mio appello

Se stai leggendo questa pagina a solo scopo informativo, spero di averti chiarito quel che volevi sapere riguardo a questa malattia. Inoltre, spero di aver contribuito nel renderti più consapevole e preparato qualora dovessi approcciarti a qualcuno che ne è affetto.

? Se sei arrivato fino in fondo a questa pagina e hai notato che anche solo alcuni dei sintomi ti appartengono, non aspettare oltre. Se stai vivendo un episodio depressivo e/o hai già sofferto di questo disturbo, chiedi il supporto di uno psicologo. Non è colpa tua se stai male, ma potresti non riuscire a raggiungere il benessere che ti meriti se non ti affidi al sostegno di un professionista.

Contattami.

Troviamo insieme un’alternativa alla tua sofferenza!